Il Brent è salito del 6,4% la scorsa settimana, il WTI del 5,7%.
L'Iran minaccia di bloccare lo Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti annunciano le "sanzioni più severe della storia". La situazione in Medio Oriente si scalda, il prezzo del petrolio schizza a 90 dollari.
E poi?
La prima reazione di molti: è arrivato il conflitto geopolitico, BTC dovrebbe salire, è un bene rifugio.
Sbagliato.
Cosa sta facendo Bitcoin ultimamente? Nel weekend ha raggiunto 79.000, il massimo da maggio, poi è sceso e si è stabilizzato intorno a 77.000$, ieri è sceso sotto i 76.000 per un momento.
Il prezzo del petrolio sale, BTC scende.
Molti confondono causa ed effetto.
Riguardo al prezzo del petrolio e BTC, ecco tre giudizi controintuitivi:
1️⃣ Il forte aumento del prezzo del petrolio ≠ aumento di BTC come bene rifugio
Intuizione comune: c'è guerra, si cerca rifugio, BTC dovrebbe salire.
Logica reale: il prezzo del petrolio sale = aspettative di inflazione in aumento = la Fed non può tagliare i tassi = stretta della liquidità = BTC viene venduto come asset rischioso.
È così semplice.
Il rendimento dei titoli di Stato USA a 10 anni è già salito al 4,73%, quello a 30 anni al 5,28%, vicino ai massimi dal 2007. Il presidente della Fed di Minneapolis, Kashkari, ha detto la scorsa settimana: "Non sono sicuro che l'inflazione tornerà al target nel breve termine."
Se l'inflazione non scende, i tassi non scendono. Se i tassi non scendono, gli asset rischiosi soffrono.
Nel breve termine BTC non segue la logica del "bene rifugio", ma quella dell'"asset rischioso".
2️⃣ La minaccia iraniana di bloccare lo stretto ≠ crisi energetica globale
A che punto siamo? Fase di minacce verbali.
L'Iran minaccia davvero, gli USA sanzionano, ma la fornitura reale non è ancora interrotta su larga scala.
Oggi il Brent è sceso del 2%, sotto i 91 dollari. Il WTI sotto gli 85 dollari. Cosa prezza il mercato? Possibilità, non fatti.
Non confondere aspettative con realtà nel trading.
3️⃣ La carenza di diesel ≠ solo benzina più cara
Aumento del diesel → aumento dei costi di trasporto → aumento dei costi di produzione → aumento del CPI.
Alla fine di questa catena c'è una Fed più aggressiva.
Il prezzo medio della benzina negli USA è già circa il 50% più alto rispetto a prima della guerra. La pressione inflazionistica importata si trasmette direttamente a ogni famiglia e azienda.
Qual è il vero nodo centrale?
Prezzo del petrolio in aumento (negativo per la liquidità) vs crepe nella fiducia nel dollaro (positivo per BTC)
Chi vince?
Guarda i rendimenti dei titoli di Stato.
Se il rendimento dei titoli a 10 anni continua a salire, BTC sarà sotto pressione nel breve termine.
Ma dall'altra parte, il fondatore di Bridgewater, Dalio, ha detto la scorsa settimana: "Gli USA affrontano una crisi del debito, dovrebbero ridurre i bond e aumentare oro e Bitcoin."
Nel breve termine conta la liquidità, nel lungo termine la fiducia.
Quindi la mia conclusione è semplice:
Non prendere decisioni di trading basate sui suoni delle armi.
Usa i dati, usa la curva dei rendimenti.
Il prezzo del petrolio che sale non significa che BTC debba salire. Anzi, prima che la Fed cambi davvero rotta, un petrolio alto è un nemico di BTC, non un amico.
$BTC$XAU$CL#美伊制裁升级,能源通胀风险回升
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